Chi Sono

Note Auto-Biografiche

 

LA MIA FAMIGLIA

Nato il 29.10.1948 a Ghiaie di Bonate Sopra in provincia di Bergamo (Italia), io, Elia Maggioni, ottavo di nove figli (sei fratelli e tre sorelle), ho avuto una infanzia decisamente fortunata e felice, allietata dalla vitalità dei miei fratelli.

Ma vediamo la Dinasty, come l’ha chiamata mia sorella Celly (Graziella) in uno dei suoi tre libri, dal titolo “TUTTI PER UNO. I MAGGIONI … UNA STORIA”, dove descrive le origini del nostro nome e la storia della nostra famiglia.

– BISNONNI PATERNI: Giuseppe Carlo Maggioni e Angela Gamba. Il nonno, tipo dal carattere forte, autoritario, inquieto e impulsivo, conosciuto come “Pì Rumì”, per via di una strana storia di “streghe” che avrebbe visto durante il periodo delle vendemmie e non solo, quando dopo essersi tracannato litri di vino con amici, in stato allucinatorio litigava con loro.

Di lui si narrava che una notte, preso dai fumi dell’alcool e dalle allucinazioni si mise a litigare furiosamente con una “strega”, in una improbabibile sfida tra fantasmi ed esseri umani. Estraendo il falcetto per tentare di tagliarle la gola, sfidando la strega e satana urlò “in nome di Dio! parla! Chi sei!? Cosa vuoi da me!? “. Pronunciando questo si cacciò nei guai. Infatti, trattandosi di “streghe”, allora, a quei tempi, la faccenda era seria. Per questo, si narra in famiglia che, a seguito di tale fatto, fosse stato inviato a confessarsi dal Vescovo, ma la assoluzione sarebbe stata vincolata  al  fatto di doversi recare a Roma per ricevere la benedizione dal Santo Padre. Da qui l’appellativo “Rumì”. Ma andiamo avanti.

– NONNI PATERNI: Carlo Maria Maggioni  e Rosa Chiesa. Dei vari nonni, questi sono quelli che io ho potuto conoscere. Del nonno ricordo la paciosità, la tranquillità e la sobrietà verbale, oltre a due bei baffoni tipici dei nonni di quel periodo. Mi sentivo molto amato da mio nonno. Ricordo le confidenze che ci facevamo quando, nelle mattine soleggiate, con pennello e rasoio si tagliava la barba, appoggiando la bacinella sul tavolo che si trovava nel cortile, appena lì fuori la porta di casa. Della nonna paterna ricordo le sgridate e i lanci di zoccoli contro di me. Evidentemente dovevo essere un bel biricchino. Ricordo che io scappavo e mi divertivo a portarglieli via, facendomi rincorrere da lei. Poveretta. Oggi direi che non si fa così con i nonni…

– NONNI MATERNI: Francesco (Servili) Verdenio e Santina Valenti. Nonno Francesco veniva chiamato “Il Conte”, poichè nato da una relazione clandestina di una “contessina” che abitava sulle rive del lago di Comoed aveva il “maggiordomo”. Francesco fu collocato in collegio dalla contessina, una certa Beatrice Clara, per nascondere la relazione clandestina ed evitare scandali. Il cognome Servili fu dato dalle suore del collegio, come pessima e ingiusta abitudine di far sparire ogni traccia delle male faccende dei ricchi. Più tardi il cognome fittizio “Servili” fu tolto. Dai nonni materni nacque nostra mamma Maria Verdenio.

                                                                       Ecco i nonni materni, paterni e i mei genitori

– GENITORI: Enrico Maggioni e MariaVerdenio, già vedova di Chiesa Severo. Di loro, con nove figli, ricordo la severa guida ai principi educativi di orientamento cattolico. Un ottimo metodo che ha consentito a me e a tutti i miei fratelli la possibilità di vivere bene ed in armonia con tutti. Educazione, sobrietà, impegno, rigore morale, volontà di migliorare, socievolezza ed incoraggiamento alla indipendenza sono la grande eredità che ci hanno lasciato. Ecco la mia famiglia con i nonni paterni. Io sono quello seduto con le braccia conserte

– FRATELLI, in ordine di età: Giancarlo Chiesa (figlio di Severo e di mamma), Virginio, Graziella, detta Celly, Fulvio, Ferruccio, Francesca, Fernanda, detta Nandy, Elia e Luigi, detto Mimmo. Come Celly, anche Virginio ha scritto un libro molto impegnativo, che ha consegnato anche ad alcune biblioteche ed alla Santa Sede, sullo scouting esplorativo svolto sui contenuti della Sacra Bibbia e dei Vangeli, svelando incongruenze interessanti che fanno pensare. Anche Fulvio ha scritto due libri.

A parte il lavoro, ogni fratello e sorella ha sviluppato un qualche tratto artistico. Fulvio, scrittore di due libri e scultore di statue legno, Ferruccio un eclettico cultore di scienza e tecnica, nonché acuto osservatore critico, documentato su ogni cosa del sapere. Stimolatore eccezionale. Era per noi una potente ricarica di energia ogni volta che lo si incontrava. Franca, una amabilissima nonna di 6 nipoti, simpatica, tranquilla ed, oggetto della mia invidia, perché “imbattibile” al gioco del burraco. Nandy (Fernanda) attrice nata e dilettante teatrale, si esibisce tuttora in brillanti e divertentissime commedie in dialetto.

Io, attore dilettante, con l’hobby, ahimé abbandonato, della pittura. Più tardi mi sono dedicato allo studio della musica per poter suonare la cornamusa bergamasca, la musette, la bag-pipe, la fisarmonica ed il salterio, ecc . Vedi immagini e suoni più sotto. Luigi, detto Mimmo, ha l’hobby dello scultore, amante della stilizzazione moderna di busti simili ai “moai” dell’isola di Pasqua. Li realizza con blocchi di cemento poroso ottendendo degli ottimi risultati. Quando ci incontriamo con tutti i nipoti, è sempre una gran bella festa, con circa 40 persone.

Di Giancarlo, nato sordomuto, i miei genitori mi raccontarono un memorabile ed onorevole fatto e cioè che, quando era piccolo ed era stato inserito in un collegio per gli opportuni apprendimenti del linguaggio per sordi, una domenica, dopo essere rientrato a casa per passare la domenica in famiglia, giocando con alcuni bambini più piccoli di lui, scoprì che stavano pericolosamente armeggiando con un ordigno bellico, tirandolo contro il muro della chiesa parrocchiale. Era una piccola bomba sganciata dagli aerei tedeschi, che i bambini avevano trovato in un campo vicino alla chiesa stessa. Ebbene, purtroppo avvenne un fatto terribile che contrassegnò in senso ulteriormente negativo la sua vita.

La bomba, che non era ancora scoppiata, scoppiò proprio nel momento in cui Giancarlo la stava gettando lontano. Perse tre dita: pollice, indice e medio della mano destra. Con tale gesto coraggioso egli riuscì, per fortuna, a salvare la vita ai bambini. Erano gli anni della seconda guerra mondiale (1° settembre 1939 – 2 settembre 1945). Per questo ricevette dal Ministero della Guerra il riconoscimento di Mutilato di Guerra ed una Medaglia d’oro. Io ero fortemente orgoglioso di lui e l’avere un “eroe” in famiglia, contribuiva a farmi avere un alone di rispetto da parte degli amichetti.

Comunque, tornando a me, per farla breve, cresciuto all’insegna della necessaria severità educativa di mio padre, che tuttavia non era privo di elementi di affetto e confidenzialità, fui attentamente curato e seguito dalla amorevole tenerezza di mia madre.

 

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RICORDI E RISONANZA INTIMA DI ALCUNE ESPERIENZE

A 10 anni entrai in “seminario” presso l’Ordine sacerdotale dei Padri Clarettiani, votati al Cuore Immacolato di Maria. Fu una esperienza significativa che contrassegna tuttora la mia vita.

A 15 anni, pur percependo come positiva tale esperienza, abbandonai il seminario, rendendomi conto che stava inibendo altre mie esigenze sessuali, esperienziali ed esistenziali. Seguirono anni di apparente allegria, caratterizzata, in realtà, da ripensamenti, sentimenti depressivi, oltre che dal disorientamento esistenziale e da ambivalenze emotive.

Così dovetti recuperare sia alcuni aspetti della mia personalità, sia il riconoscimento degli anni scolastici perduti, poiché la scuola fatta all’interno del “seminario”, in quei tempi, non veniva riconosciuta dallo Stato. Per recuperare gli anni di studio, che diversamente avrei perso, mi iscrissi ad un corso serale di Ragioneria, presso una scuola privata.

Nel frattempo, nel 1969 morì mia madre. Un perfido tumore al pancreas la divorò in 8 mesi di straziante dolore, fino a portarla ad invocare che Dio l’aiutasse a morire. Terminata la scuola di Ragioneria trovai lavoro in Banca, ma capii subito che non era adatto a me e pertanto mi iscrissi alla facoltà di Sociologia dell’Università di Trento.

Di giorno lavoravo e di sera, come sempre, studiavo. Quindi, diversamente da altri, che hanno avuto una vita di studio più facilitato, la gavetta me la sono fatta. Gli studi di Sociologia però mi disturbarono un po’, poiché da una parte mi consentirono di acquisire una visione più critica della vita sociale, politica, esistenziale e concreta della realtà che mi circondava e dei problemi del mondo, ma, dall’altra, con essa persi anche la percezione della presenza di Dio.

Quella “dimensione spirituale” aveva dato fino ad allora una visione unitaria al significato della mia vita,  si era improvvisamente sgretolata e da allora la mia vita si basò sul fingere che Dio non ci fosse e che non fosse più importante né per me, né per gli esseri umani. Eppure, nonostante questa finzione ho sempre continuato ad avvertire una grande nostalgia di Dio.

La poesia della vita che, prima, mi suscitava il poter comunicare e danzare con Lui in questo giardino del mondo, si era eclissata. Ma il desiderio di poter tornare a danzare ed inneggiare alla vita ed alla Vita, alla fine mi aiutò a ribellarmi ai condizionamenti pseudo-culturali del materialismo dominante. Sicché ora ho ritrovato la gioia e la danza dell’armonia interiore è tornata a rinascere dentro di me.

In quel periodo, per me, esisteva solo e soltanto la realtà concreta e sociale della esistenza umana. Il famoso “Fattore Umano” descritto da Theilard De Chardin, prevalse in me sul “Fattore Divino”. Purtroppo, seguendo i subdoli e perversi insegnamenti sia del capitalismo, sia del comunismo, sia del socialismo, sia del decadentismo  nihlilista del “qui ed ora”..

Mi sentivo vuoto e sono giunto alla conclusione che queste pseudo-culture parziali possono avere una loro funzione storica temporanea, ma non possono e non potranno mai assumere il ruolo di riferimento “superiore” dei Valori veri, autentici ed Essenziali della vita.

Escludendo infatti il “Fattore Divino” anche solo come “possibilità legittimamente ammissibile”, i sentimenti e i valori del Bene, del Buono, del Bello e dell’Amore, lasciavano il posto ad aridi e negativi sentimenti di rabbiosa rivendicazione sociale, avente lo scopo illusorio e demenziale di voler realizzazare una politica sociale di tipo rivendicativo-giustizialista, sia a livello individuale che sociale. Sentivo ancora un’altra volta che quella non era la mia strada. Troppa acredine. Troppa cattiveria.

Troppi “narcisisti” in quell’ambiente, dove il narcisetto di turno cerca invidiosamente di demolire l’altro galletto narcisetto. Troppa proiezione sociale della propria illusione di onnipotenza ed onniscienza sta, oggi, guidando il mondo, rovinandolo. Bisogna assolutamente cambiare rotta ed acquisire una “Ecologia della Mente”.

Comunque, dopo circa 4 anni abbandonai la Facoltà di Sociologia. Dovevo trovare il vero senso della mia vita. Nel frattempo, dopo aver pensato di andare all’estero a lavorare e fare esperienze, conobbi quella che diventò mia moglie. Fu un colpo di fulmine.

In lei trovai l’amore, la bellezza, la serietà, la bontà, la sicurezza. Grazie al suo affetto, alla sua affidabilità, al suo senso pratico e al senso di libertà emotiva che emanava da quella giovane donna che aveva attratto la mia attenzione, ritrovai finalmente la stabilità emotiva.

Alcuni sogni mi convinsero della bontà della mia scelta. Quei sogni furono profetici. Così, rinunciai ad andare all’estero. Feci una sintesi dei miei bisogni essenziali e scelsi di dare la priorità all’amore ed alla importanza della vita emotiva, sicché dopo 6 mesi ci sposammo. L’anno dopo, nel 1973, ebbi la mia prima figlia. Una gioia immensa. Una esperienza umana, emotiva ed esperienziale favolosa.

Mentre continuavo a lavorare e a studiare, mia moglie e mia figlia oltre ad amarmi mi insegnavano in pratica tutti i meccanismi e i dinamismi della vita coniugale, familiare e genitoriale. Imparai ed imparo più da loro che dai libri. Esse erano e sono i miei libri pratici, caldi e viventi. Nel frattempo continuavo a lavorare di giorno e a studiare di sera, finché nel 1977 mi laureai in Psicologia presso l’Università di Padova.

Nell’anno 1978 nacque la mia seconda figlia. Altra gioia immensa. Nel 1979 morì mio padre, colpito anch’egli da un tumore: un tumore alla gola.  Per circa 20 anni, la mia attività professionale fu suddivisa tra studi per acquisire le necessarie specializzazioni, il lavoro e la famiglia. Nel frattempo la mia vita continuava tranquilla e serena. Con un gruppo di persone costituimmo addirittura una libera Associazione Ricreativo-Artistico-Culturale (AR.C.A.), facendo corsi di erboristeria, gite, visite a musei,  gallerie d’arte, riunioni, conferenze, ecc.

Per cercare di capire e scoprire qualcosa circa le manipolazioni psicologiche praticate da cartomanti, maghi, sensitivi e quant’altro, frequentai anche alcuni loro ambienti e mi iscrissi perfino a dei corsi di prestidigitazione per scoprire i loro trucchi di manipolazione mentale e pratica delle persone. Tutto mi fu utile. Tutto mi sarebbe servito. Tutto mi servì per la mia professione, volta ad aiutare le persone forviate da tali incoscienti, sedicenti “maghi” e truffatori senza scrupolo.

Un’altra esperienza ben più importante fu quella di affiancare esternamente mia moglie nella gestione comunale del mio paese di residenza: Ambivere. Ottima esperienza, che mi ha consentito di allargare la mia visione del mondo e renderla legata alla concretezza della vita amministrativa e democratica.

Ho potuto così sperimentare che le promesse fatte in campagna elettorare possono essere realizzate e che si può perfino fare più del previsto, se si lavora seriamente e con una bella squadra Dunque: Bilancio decisamente positivo in tutti i sensi.

In quel florido periodo, con un gruppo di amici fondammo la prima Banda di Cornamuse Bergamasche, la “Bèrghem Baghèt”, della quale fui eletto Presidente, imparai a leggere la musica e a sviluppare qualche hobby.

Vicende negative giunsero ad interrompere quel bel periodo. La prima vicenda negativa fu l’essere stato gravemente ingannato da alcune persone che consideravo sinceramente amiche e che invece si mostrarono estremamente scorrette e indegne della fiducia che avevo riposto in loro.

Sono felice di averle allontanate dalla mia vita. Da loro, comunque, ho imparato che l’ingenuità, la fiducia, la eccessiva disponibilità e la troppa educazione non pagano e così ha imparato ad aprire gli occhi.

Ora, grazie anche anche a questa esperienza, insegno alle persone ingenue a difendersi dalle manipolazioni seduttive dei  “furbetti” e dei finti amici, nonchè dalle tecniche utilizzate dai professionisti di professione. Conservare il valore della onestà in questo mondo, mi sembra una azione degna e giusta. Vi trovo un valido senso della vita.

Su questo sito, nella “app” ed in particolare nel libro PANICO AMICO troverete alcune tecniche difensive che vi potranno aiutare a neutralizzare qualsiasi manipolatore subdolo o prepotente che sia.

Più tardi, alcune gravi sofferenze colpirono duramente la nostra famiglia… Nel 2008, quasi al termine della gestione del Comune, per un improvviso tumore al Colon, morì,  un mio fratello e, con la morte di mio fratello Ferruccio, purtroppo, il giorno dopo il suo funerale, mi ritrovai anch’io con un Melanoma Uveale estremamente maligno.

Il bulbo dell’occhio destro mi fu asportato e più tardi, nel 2016 iniziarono le metastasi al fegato. A questo punto è inutile dire che la prognosi era ed è altamente infausta e la gravità del caso viene ormai considerata al IV stadio, con l’aggravante del fatto che, purtroppo, allo stato attuale si riscontrano anche delle resistenze al trattamento dei farmaci antitumorali. Ultimamente gli esperti mi hanno inserito direttamente nel fegato degli isotopi radioattivi. Speriamo.

Ovviamente, la nostra vita familiare subì una brusca svolta di ritmi e di interessi e inizialmente avevo pensato: è finita. Non posso fare più niente, ma fortunatamente la mia vita non finiva lì e reagii molto bene. Pensai addirittura di aver ricevuto un dono ed, in effetti, rispetto a mio fratello ed ad altri, lo era e lo è. Era ed è davvero una fortuna, continuare a vivere nonostante la mia vita, secondo le statistiche, dovrebbe essere già cessata.

Così pensavo e penso tuttora che mi è stata offerta una nuova e straordinaria occasione per vivere. La vivrò intensamente e serenamente, cercando di essere sempre e comunque utile, almeno finché potrò. Da cosa nasce cosa e poi si vedrà. Dio, la Natura o semplicemente la Fortuna mi offrivano e mi offrono un’altra occasione di vita!… Era ed è come se  volessero invitarmi a completare il Senso della mia Vita. Magari un piccolissimo senso, ma comunque una occasione certo da non perdere. Questa è, ora, la mia filosofia di vita.

Così decisi di iniziare a scrivere il frutto delle mie esperienze professionali ed ho scritto, per ora, solo un libro dedicato a coloro che soffrono di Attacchi di Panico e non solo, dal titolo “PANICO AMICO”. Tale libro è affiancato da questo sito e da una “app” che lo rafforzano e rendono molto più facile la acquisizione del benessere psicologico.

Ho ripreso anche a studiare le lingue per diffondere il mio modo nuovo di fare  psicoterapia utilizzando il potente mezzo di internet, fornendo così uno strumento utile sia a chi soffre, sia ai colleghi, che potrebbero trovare un utile ausilio complementare per le loro preziose sedute psicoterapiche.

 

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UNA PICCOLA, MA IMPORTANTE DIGRESSIONE

Un altro libro, dal titolo “IL CIECO E LA VEGGENTE“, che narra della drammatica e controversa questione delle “Apparizioni” della Madonna alle Ghiaie di Bonate Sopra, nel maggio del 1944, è già in cantiere.

Forse vi potrete chiedere “perché mai trattare un argomento così lontano, limitato e parziale”. Il motivo è presto detto: perchè, purtroppo, a mio avviso, avvennero delle gravissime manipolazioni ai danni della piccola “veggente” Adelaide Roncalli di soli 7 anni, ad opera di un  sacerdote e non solo.

Tale sacerdode, Don Luigi Cortesi, dotato di una grande intelligenza, ma anche di una grande incompetenza nel fare indagini, con la scusa di “preservarla” da eventuali manipolazioni e garantire il carattere di pretesa scientificità alle sue indagini, “segregò” la piccola da tutti, sottoponendola a quella che oso definire una vera e propria “violenza psicologica”.

Purtroppo tutto ciò avvenne con l’ambiguo e più o meno tacito, colpevole  consenso da parte dell’allora Vescovo di Bergamo, mons. Adriano Bernareggi, purtroppo deviato nelle sue decisioni da una Commissione Teologica e da un Tribunale Ecclesiastico che si lasciarono influenzare da quelle che considero, a ragion veduta, le “strampalate ipotesi” del Cortesi.

Ovviamente, qui e nel libro, mi assumo l’onere di dimostrare quanto ho appena scritto

Ora, tale fatto mi ha disturbato profondamente, poiché oltre ad assumere forme di una detestabile, subdola e perversa manipolazione, tale vicenda si è sviluppata e si sviluppa tuttora, con una forma “candidamente ambigua”, in un ambiente come quello della Curia di Bergamo e della Chiesa Cattolica, che dovrebbe essere la maestra e garante della verità, della onestà e della correttezza.

Pertanto, ad Alelaide e alla “Madonna delle Ghiaie di Bonate Sopra”  dedico questo mio lavoro, non certo perchè sono un fanatico del “riconoscimento” della Madonna delle Ghiaie a tutti i costi, ma perchè detesto i raggiri, le manipolazioni, le ambiguità e le sciocche ingenuità.

Il recente Decreto del Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi del 1.1.2019, reso attivo il giorno 11.2.2019, mi fornisce lo spunto per offrire, in anticipo, una breve sintesi del mio prossimo libro, prima che gli animi si addormentino di nuovo, sedotti da quella che considero un piccolo e ambiguo riconoscimento.

Si dice che a pensar male si fa peccato, ma anche che spesso si indovina… Ve ne parlerò quindi a parte, poiché ora voglio terminare il discorso sulle mie note Auto-Biografiche. Vedi  “ALTRI PRODOTTI” > ALTRI LIBRI > “IL CIECO E LA VEGGENTE”.

 

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Tornando alle notizie auto-biografiche, ora, condivido con mia moglie, il favoloso ruolo di nonno, allietato dalla gioiosa presenza di due splendidi, simpatici e bravi nipotini. La scelta di mia moglie come compagna della mia vita è stata ed è pienamente stimolante. E una donna intelligente, profondamente onesta, attenta, sensibile, precisa, concreta, affettuosa e tosta.

Mi piace e spero tanto di aver risposto, nonostante i miei numerosi limiti, ai suoi bisogni, esigenze e desideri e di essere stato per lei quell’uomo che avrebbe voluto avere. Fortunatamente ho ancora del tempo per migliorare.

Ho tanta voglia di vivere al punto che, a 70 anni, con il mio amico tumore che mi accompagna e mi lascia comunque vivere bene fino a quando Dio vorrà, mi sono inventato questa “Start-Up”. Come vedete, la fiducia, la speranza, la serenità e la voglia di vivere possono ben coesistere con la malattia. Ogni giorno è una esperienza nuova ed è una ottima occasione per potersi migliorare. E che Dio me la mandi buona.

Forse mi sono trattenuto un po’ troppo a lungo su queste note auto-biografiche, ma vi assicuro che il riflettere per un attimo sulle vicende che hanno contrassegnato le vostre esperienze potrà contribuire a farvi individuare il senso della vostra vita.

Se provate a farlo anche voi, potreste scoprire se siete stati in grado di tenere fede alla serietà ed onestà della vostra Essenza o se, invece, siete rimasti vittima dei condizionamenti altrui. Potreste iniziare a custodire meglio lo scrigno della  vostra Essenza nelle vostre mani.

Formazione professionale

Dopo quattro anni circa di studio presso la Facoltà di Sociologia presso l’Università di Trento mi sono iscritto alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova, presso la quale mi sono laureato nel 1977.

Successivamente, dopo un training propedeutico di 2 anni presso la Scuola di Psicologia Individuale di Milano, ho effettuato per altri 3 anni l’Analisi personale con l’esimio Prof. Dr. Francesco Parenti e successivamente altri 3 anni per la Didattica specifica sulla gestione delle tecniche, la interpretazione dei sogni, le dinamiche di gruppo e la gestione dei casi clinici, ecc.

Nel 1983 ho acquisito la specializzazione in Analisi Adleriana, alla quale seguì ancora la Supervisione dei casi clinici, effettuata con lo stesso Dr. Francesco Parenti, Presidente della Società Italiana di Psicologia Indiduale (S.I.P.I.).

Questa fu la base metodologica tranquilla e sicura che ha contrassegnato e caratterizza tuttora le mie interpretazioni sulla realtà psicologica delle persone che soffrono per i loro vissuti frustranti.

In seguito ho conseguito la specializzazione quadriennale in Ipnositerapia presso la Associazione Medica di Ipnosi Sperimentale Italiana (A.M.I.S.I.) di Milano. Presidente: DR. Giuseppe Mosconi.  Una tecnica molto potente che ho  ammorbidito con ulteriori tecniche e che ho sempre cercato di applicare con il consenso e la collaborazione vigile e cosciente delle persone.

Infatti, senza la elaborazione consapevole della gestione della propria sofferenza, la pura suggestione ipnotica rischia di essere un intervento vano e, al massimo, si limita ad essere valida solo sul piano temporaneo e parziale del trattamento dei sintomi. E’ una tecnica e non una “magia” che prescinde dalla volontà e dai vissuti della persona.

Successivamente ho conseguito anche la specializzazione quadriennale in Sessuologia presso il Centro Italiano di Sessuologia di Bologna (C.I.S.). Presidente: Dr. Giorgio Rifelli. Questa mia scelta fu maturata come presa di coscienza conseguenza del fatto che, nonostante l’apparente libertà sessuale odierna, le relazioni affettive e d’amore vengono ancora troppo spesso disturbate dalla sofferenza che provocano nella coppia le Disfunzioni Sessuali.

Ciò succede a causa di condizionamenti ed atteggiamenti errati, dell’uno o dell’altro oppure delle problematiche individuali o relazionali nel modo di affrontare sia la vita di coppia, sia la stessa esperienza sessuale.

Forte di queste basi fondamentali,

Ho successivamente frequentato altri numerosi corsi di formazione specialistico-tecnica quali: il Traning Autogeno per partorienti (patrocinato dalla Università di Brescia), il training assertivo (A.M.A.C. di Verona), la Programmazione Neuro Linguistica (P.N.L.) con i coniugi Barretta, allievi di Richard Bandler e con la Dr.ssa Cristina Cock, a Milano. Ho frequentato altri numerosissimi corsi come la gestione del personale, la terapia comportamental-cognitiva, le tecniche di osservazione delle dinamiche scolastiche, aggiornamenti sulla teoria Sistemico-Relazionale, sulle gestione delle dinamiche della Famiglia e sulle tematiche dell’Affido e della Adozione, ecc.

Ho sempre lavorato a Bergamo, sia come professionista in uno studio privato, sia nell’ambito della A.S.L. di Bergamo, dove ho operato presso vari Consultori, sia nel settore del disagio  familiare, cooperando con il Tribunale per i Minorenni di Brescia.

 

                                                                                          PACEM IN TERRIS

La composizione fotografica dal titolo significativo “Pacem in Terris” che ho voluto darle, rappresenta la immensa folla di fedeli pellegrini che si riversò a Ghiaie di Bonate Sopra nel Maggio del 1944, nei giorni delle cosiddette “Apparizioni della Madonna delle Ghiaie”. Sullo sfondo potete vedere sul cerchiolino bianco, che rappresenta la Luce Divina che entra nel mondo per illuminare il cammino del popolo umano. I personaggi che vedete sopra la folla rappresentano le guide umane ispirate, religiose, spirituali e non, che hanno contribuito allo sviluppo  della umanità seguendo le ispirazioni positive della Luce Divina che alimentavano, più o meno consapevolmente, nelle loro menti e nei loro cuori, spargendo sulla terra il Benessere Divino (per l’interpretazione vedi anche il Menu METODO ANTIPANICO, nel sotto-menu “I 7 LIVELLI MENTALI” vedi l sotto-voce:  “LA MAPPA DEL BENESSERE”.

I HAVE A DREAM, diceva Martin Luther King.

                                                                                        I HAVE A DREAM TOO

                                                                                         Anche io ho un sogno

Il messaggio è che “oggi” è necessario attivare una ECOLOGIA DELLA MENTE E DEL CUORE se si vuole uscire dal Caos Esistenziale che ci avvinghia. Per fare questo è necessario che il “Basso” si ricolleghi con l’Alto”, cioè la Terra con il Cielo. Questo richiede l’amalgama  armonico ed ordinato delle varie “sfaccettature” che vi sono in merito alle interpretazioni sulla realtà del mondo. Personalmente ritengo che soltanto con il contributo della saggezza, che non si riduce ad essere la più semplice intelligenza, si troveranno davvero le soluzioni più corrette per risolvere i problemi degli esseri viventi, in tutte le loro diversificate presenze. Ognuno dia il suo contributo. Io ci sono. E voi?